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Legge sul CO2

Legge sul CO2

In base all’Accordo di Parigi sul clima, la Svizzera si è impegnata a dimezzare entro il 2030 le proprie emissioni rispetto al 1990. Al fine di conseguire tale obiettivo, nell’autunno 2020 il Parlamento federale ha approvato una nuova Legge sul CO2. Contro di essa, nonostante il sostegno del Consiglio federale e del Parlamento, è stato indetto il referendum. Il 13 giugno 2021 le elettrici e gli elettori svizzeri saranno quindi chiamati a decidere in merito alla relativa approvazione.

L’Associazione svizzera dei banchieri sostiene pienamente questo quadro normativo e fa quindi anche parte del Comitato economico per la Legge sul CO2.

Posizione dell’ASB

La piazza finanziaria svizzera dice «sì» alla Legge sul CO2:

  • Il cambiamento climatico è una realtà incontrovertibile e la Legge sul CO2 costituisce un primo e importante passo verso una Svizzera sostenibile.
  • La Legge sul CO2 getta le basi giuridiche per il raggiungimento degli obiettivi fissati nell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.
  • La legge punta da un lato su condizioni quadro liberali, dall’altro su strumenti e incentivi rodati e di comprovata efficacia. In questo modo, tutte le istanze coinvolte apportano il loro contributo al raggiungimento degli obiettivi comuni.
  • La Legge sul CO2 crea i presupposti necessari per accompagnare l’ultimazione della trasformazione nell’ambito del processo di abbandono delle energie fossili. Un «no» farebbe compiere alla Svizzera un pesante passo indietro sul fronte della protezione climatica.
  • La Legge sul CO2 vincola la FINMA e la BNS a una verifica con cadenza regolare dei rischi finanziari comportati dai fattori climatici. Essa si innesta così nel solco già tracciato di una maggiore trasparenza sul versante dei rischi finanziari correlati al clima. L’ASB sostiene appieno questo approccio.
  • La piazza finanziaria svizzera persegue l’ambizione di posizionarsi nel segmento della gestione patrimoniale transfrontaliera come centro leader a livello mondiale per la «sustainable finance» (finanza sostenibile).

La Legge sul CO2 attualmente in vigore si basa sugli obiettivi del Protocollo di Kyoto risalenti all’ormai lontano 1997. A fine 2020 sono giunti a scadenza sia tale protocollo, sia la vecchia Legge sul CO2 su di esso fondata. In un’ottica di prosecuzione dell’impegno per l’ambiente, nel 2015 è stato siglato l’Accordo di Parigi sul clima, che in seguito la Svizzera ha regolarmente ratificato. Per poter dare seguito agli obiettivi riconosciuti a livello internazionale, il Parlamento federale ha pertanto varato la nuova Legge sul CO2 sottoposta a revisione totale, la cui entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2022.

La nuova legge dovrà garantire il contenimento al più basso livello possibile dei danni apportati dal cambiamento climatico. Nell’elaborazione del dispositivo, il Consiglio federale e il Parlamento hanno puntato su condizioni quadro liberali e su strumenti di comprovata efficacia. In tale novero rientrano tra l’altro le tasse d’incentivazione nell’ambito della mobilità e del riscaldamento degli edifici. Questi tributi e altri di natura analoga vengono conferiti in un «fondo per il clima», con i cui mezzi saranno cofinanziati tra l’altro risanamenti di edifici e metodi di riscaldamento sostenibili. Inoltre, in questo modo sarà possibile sostenere l’ulteriore sviluppo di tecnologie a impatto ambientale neutro e adeguamenti mirati in funzione del cambiamento climatico.

Effetti sulla piazza finanziaria

Per la piazza finanziaria svizzera il tema della sostenibilità riveste una priorità assoluta. Il settore è consapevole che gli investimenti nelle fonti energetiche fossili imprimono un’ulteriore accelerazione al cambiamento climatico. È quindi necessario individuare soluzioni mirate e al contempo concentrarsi sulle occasioni che ne derivano. L’Associazione svizzera dei banchieri si è prefissata l’obiettivo di posizionare la piazza finanziaria elvetica come hub leader a livello internazionale nel campo della sustainable finance e si impegna attivamente per il conseguimento di condizioni quadro ottimali. Il settore finanziario recepisce e accoglie quindi dichiaratamente l’obiettivo della Legge sul CO2 di allineare i flussi di mezzi finanziari con l’auspicato sviluppo a basse emissioni e in grado di contrastare i cambiamenti climatici.

Già oggi un numero sempre maggiore di fornitori di servizi finanziari offre prodotti finanziari sostenibili. Come evidenziato da uno studio condotto da Swiss Sustainable Finance, questi prodotti sono peraltro richiesti con frequenza sempre maggiore. Nel 2020 la domanda è infatti aumentata addirittura del 62% rispetto all’anno precedente. La Legge sul CO2 definisce le condizioni quadro affinché l’offerta di prodotti possa essere ulteriormente ampliata. Dal canto suo, la piazza finanziaria ha fortemente bisogno di tale cornice normativa per potere conseguire i propri obiettivi.

La Legge sul CO2 vincola la FINMA e la BNS a una verifica con cadenza regolare dei rischi finanziari comportati da fattori climatici. Essa si innesta così nel solco già tracciato di una maggiore trasparenza sul versante dei rischi finanziari correlati al clima. L’ASB sostiene tale approccio e accoglie con favore i lavori in corso in questo ambito.