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Regime per le piccole banche della FINMA: sulla giusta rotta, ma non ancora in porto

Regime per le piccole banche della FINMA: sulla giusta rotta, ma non ancora in porto

Con un comunicato stampa del 13 luglio 2018 l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) ha diffuso informazioni circostanziate sul nuovo regime normativo previsto per le piccole banche. L’apposita fase pilota prenderà il via già a luglio. Dal punto di vista dell’Associazione Svizzera dei Banchieri (ASB) questa iniziativa si muove in una direzione auspicata e benaccetta; tuttavia vari elementi del nuovo regime necessitano ancora di un’ulteriore elaborazione e di un’effettiva concretizzazione.

A ottobre 2017, nell’ambito di un evento informativo, la FINMA aveva illustrato le proprie aspettative in relazione allo sgravio normativo delle piccole banche, ovvero degli istituti inseriti nelle attuali categorie di vigilanza 4 e 5. In sostanza, le misure individuate sono imperniate su tre diverse linee direttrici: in primo luogo, per le piccole banche particolarmente sicure devono essere possibili esenzioni e agevolazioni specifiche in materia di requisiti normativi. In seconda istanza, la FINMA intende istituire ulteriori agevolazioni a favore delle piccole banche senza che queste devano apportare un’attestazione di particolare sicurezza. E, in terzo luogo, nell’ambito delle attività di audit la FINMA sottopone a revisione le modalità dell’audit ai sensi del diritto di vigilanza.

La prima linea direttrice, ossia il regime per le piccole banche propriamente detto, passerà in una fase pilota nel corso dei prossimi giorni. Dall’autunno 2017 l’ASB intrattiene con la FINMA un intenso dialogo su questo tema. Nell’ambito di un confronto costruttivo, l’ASB ha potuto perorare le proprie posizioni relative all’assetto auspicabile per il progetto pilota e al successivo regime definitivo per le piccole banche sicure. In tale ambito, da un lato è stato possibile gettare fondamenta metodologicamente convincenti e attuabili sul piano pratico per i criteri di abilitazione relativi al capitale proprio (Leverage Ratio) e alla liquidità (Liquidity Coverage Ratio). Dall’altro lato è stato parimenti possibile definire per gli istituti partecipanti un interessante quadro di sgravi prudenziali, anche se a nostro parere questo aspetto necessita di una strutturazione ancora più pragmatica.

La fase pilota ormai prossima all’inizio, a cui partecipano 67 banche, sarà incentrata sulla raccolta di esperienze sui previsti contenuti della nuova formula, al fine di potere poi utilizzare tali elementi come base per ulteriori adeguamenti in vista del regime definitivo. La fase pilota deve essere inoltre utilizzata per sondare in collaborazione con la FINMA ulteriori potenziali circa le modalità con cui le piccole banche possono essere sgravate in misura ancora più incisiva dai requisiti normativi. Proprio questo aspetto appare urgentemente necessario in considerazione sia della mancanza di rilevanza sistemica per tali requisiti, sia della peculiarità del costo fisso per l’attuazione interna alla banca delle disposizioni normative.

Di concerto con le banche direttamente coinvolte, l’ASB seguirà con la massima attenzione lo sviluppo dei lavori anche durante la fase pilota, apportando attivamente le proprie proposte e argomentazioni nell’evoluzione del processo. Un’attenzione particolare sarà posta sulle agevolazioni qualitative, nell’ambito delle quali – a fronte della garanzia della stabilità del sistema – sono possibili ulteriori sgravi a favore delle piccole banche. Nel complesso, l’iniziativa della FINMA deve essere accolta con estremo favore. Alle parole, ovvero agli annunci diffusi dalla FINMA a partire dallo scorso autunno, devono ora seguire ulteriori fatti concreti – segnatamente miglioramenti tangibili ed efficaci del contesto normativo per le piccole banche.