Navigation

Message

Regolamentazione del capitale proprio – Nessun accumulo di requisiti – Deciso no alla revisione dell'Ordinanza sui fondi propri per le operazioni ipotecarie

Il Dipartimento federale delle finanze (DFF) e l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) hanno avviato quattro indagini conoscitive nell'ambito della regolamentazione in materia di fondi propri. Le indagini concernono la tematica “too big to fail”, l'attuazione di Basilea III in Svizzera, il cosiddetto ammortizzatore anticiclico di capitale proprio e la copertura con fondi propri nel mercato ipotecario. Per principio, l'ASB riconosce che il settore finanziario dovrebbe detenere più fondi propri su scala mondiale per conferire maggiore sicurezza e stabilità all'intero sistema finanziario. Per questo motivo, le banche in Svizzera hanno collaborato in modo costruttivo all’elaborazione di soluzioni adeguate. Già oggi le banche svizzere si collocano tra gli istituti con la migliore capitalizzazione a livello mondiale.

L'ASB sostiene in linea di massima i progetti di regolamentazione “too big to fail”, l'attuazione in Svizzera di Basilea III e l'ammortizzatore anticiclico, ravvisando tuttavia un potenziale di miglioramento in tutti e tre gli ambiti.

Infatti, le proposte contenute nelle disposizioni in tema di “too big to fail” (Ordinanza sulle banche e Ordinanza sui fondi propri) si spingono troppo oltre e, soprattutto, oltrepassano le raccomandazioni della commissione di esperti “too big to fail” (rapporto conclusivo dell'ottobre 2010) e le linee direttrici della legge revisionata sulle banche (sessione autunnale 2011). Ciò concerna i nuovi requisiti organizzativi (pianificazione delle emergenze). Anche le disposizioni più stringenti in materia di dotazione di capitale proprio (ad esempio la componente progressiva e il leverage ratio), per gli istituti di rilevanza sistemica potrebbero portare ad una trasgressione dei 19% di capitale proprio minimo (per esempio attraverso la Leverage Ratio).

Inoltre, quanto a Basilea III a nostro giudizio è opportuno mantenere l'approccio standard svizzero nell'ambito dei rischi di credito (AS-CH), che finora ha dimostrato la sua validità. L'utilità generata da una sua soppressione non giustificherebbe gli elevati costi legati a una ristrutturazione. In Svizzera l'attuazione di Basilea III è stata elaborata nel quadro di un gruppo di lavoro nazionale guidato dalla FINMA, in cui è rappresentata anche l'ASB. Quest'ultima appoggia per principio la prevista implementazione, che si attiene rigorosamente alle raccomandazioni del Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria sia in termini di contenuto che di tempistica.

Per quanto riguarda l'introduzione di un ammortizzatore anticiclico del capitale proprio, l'ASB promuove gli sforzi tesi a migliorare la stabilità del sistema e riconosce il possibile contributo stabilizzatore di un ammortizzatore strutturato in maniera appropriata. Tuttavia la struttura proposta nei documenti dell'indagine conoscitiva lascia irrisolte numerose questioni contenutistiche e istituzionali. Ad esempio, occorre disciplinare più chiaramente le competenze inerenti l'attivazione o la disattivazione di un simile ammortizzatore in modo da ridurre al minimo le ripercussioni negative sull'economia nazionale.

Alla luce di questi fatti, l'ASB respinge invece la proposta di un inasprimento delle disposizioni relative a una copertura specifica delle operazioni ipotecarie. Entrambe le varianti presentate per la discussione dal DFF, che prevedono una maggiore ponderazione del rischio per determinati tipi di credito ipotecari, denotano importanti lacune sia in termini di efficacia che di costi di attuazione. In particolare, non è possibile valutare in modo affidabile le conseguenti implicazioni negative per i clienti ipotecari e l'economia reale (canale di credito). In questo ambito occorre pertanto rinunciare a un ulteriore inasprimento dei requisiti di capitale proprio, anche per contrastare un pericoloso accumulo di nuovi requisiti normativi con obiettivi simili. Riconosciamo in parte la necessità di reagire per quanto riguarda nuove conclusioni di contratti ipotecari. Pertanto siamo disposti a trovare insieme delle soluzioni temporali.

Comunicazione alla stampa

La nostra posizione e linea argomentativa si basa su una valutazione integrale delle quattro indagini conoscitive. Per maggiori dettagli si rimanda alle rispettive prese di posizione su Procedure di consultazione.