Navigation

Message

Gli accordi fiscali sono importanti per il futuro – Fiducia malgrado il contesto difficile

In occasione della conferenza stampa che si tiene prima dell’annuale Giornata dei banchieri, Patrick Odier, Presidente dell’Associazione svizzera dei banchieri (ASB), ha illustrato le numerose sfide che le banche in Svizzera si trovano ad affrontare, soprattutto sul piano internazionale. Odier ha sottolineato, in particolare, il favore esplicitamente manifestato dall’ASB e dai suoi istituti aderenti nei confronti dei accordi fiscali siglati con Germania, Gran Bretagna e Austria. Le intese raggiunte offrono a tutte le parti in causa una serie di vantaggi che superano gli svantaggi e sono quindi corrette ed eque. Odier ha respinto fermamente la possibilità di ulteriori negoziati con la Germania e ha ribadito che gli accordi sono un’opportunità storica e un elemento essenziale per la cosiddetta strategia del denaro pulito. Odier ritiene necessario trovare una soluzione anche nel contenzioso in materia tributaria con gli USA. Negli ultimi mesi la Svizzera ha dato prova di una notevole disponibilità nelle questioni riguardanti l’assistenza amministrativa. Tocca ora agli Stati Uniti dimostrare di essere interessati a trovare un approccio negoziale di tipo consensuale. Odier ha espresso il proprio rammarico per la notifica alle autorità americane dei dati di dipendenti, formulando al tempo stesso una chiara esortazione: «In uno scenario così complesso è responsabilità tassativa delle banche coinvolte dare ai propri collaboratori tutto il supporto necessario». Un giudizio positivo è stato dato alle trattative in corso tra Svizzera e USA per un’attuazione semplificata del FATCA. La Svizzera ha messo a punto in tal modo un modello che si inquadra meglio nel suo ordinamento giuridico.

«Dialogo costruttivo e soluzioni sostenibili»

Non di rado le sfide che si pongono sul piano internazionale vengono strumentalizzate per esigere una maggiore regolamentazione e per rivolgere critiche generalizzate alle banche – consolidando al contempo le posizioni politiche. Questo atteggiamento compromette la riuscita dell’attività operativa delle banche, che rappresentano un importante motore di crescita per la Svizzera. Il Presidente dell’ASB auspica quindi un’azione sinergica tra la piazza finanziaria, il potere politico e le autorità, aggiungendo: «Vogliamo un dialogo costruttivo che consenta di trovare soluzioni sostenibili». Odier ha inoltre toccato tre tematiche di rilevanza nevralgica per la piazza bancaria elvetica. La Svizzera deve assumere un ruolo di spicco sulla scena mondiale nel comparto dell’asset management, puntare a divenire una piattaforma di scambio per il renminbi cinese e conferire un risalto particolare alla formazione professionale come chiave del successo futuro.

Buona situazione degli utili in uno scenario impegnativo

Claude-Alain Margelisch, CEO dell’ASB, ha presentato i dati aggiornati relativi alla piazza finanziaria. Il risultato operativo, in termini aggregati, ha subito una flessione del 3,8% attestandosi a CHF 59,1 miliardi. Grazie alle misure volte all’abbattimento dei costi è stato tuttavia possibile conseguire utili per CHF 13 miliardi, a un livello prossimo a quello dell’esercizio precedente a fronte di un panorama internazionale estremamente difficile. Nel 2011 gli asset under management sono scesi complessivamente a CHF 5269 miliardi (2010: CHF 5473 miliardi), a causa tra l’altro di una diminuzione nelle valutazioni dei portafogli titoli. La quota dei patrimoni esteri è rimasta invariata a poco più del 50% della massa totale in gestione. Nell’insieme non vi sono stati constatati deflussi di capitali esteri degni di nota.

Andamento occupazionale

Il quadro dell’occupazione ha segnalato nel 2011, per il secondo anno consecutivo, un leggero incremento delle assunzioni. Per il secondo semestre 2012 le banche prevedono però un calo seppur contenuto. L'organico impiegato sul territorio nazionale è salito dello 0,1% a 108 100 collaboratori. In base a uno studio pubblicato recentemente, la domanda di prestazioni preliminari per ogni 100 posti in banca ne crea 115 nell’indotto. Margelisch ha messo in guardia dalle conseguenze di eventuali tagli di posti che le banche potrebbero essere costrette a effettuare: «Senza un piazza bancaria forte si perdono posti di lavoro anche in altri comparti. Al fine di evitare che ciò accada è necessario che la Svizzera crei le condizioni ottimali per lo svolgimento dell’attività bancaria». Lo studio prefigura fino al 2020 una crescita del settore finanziario parallela a quella dell’intera economia, a cui contribuisce con una quota che dovrebbe aggirarsi attorno all’11,5%. Margelisch ha commentato: «Anche se al momento attraversiamo una fase di mutamento, la piazza finanziaria conserverà la sua forza anche in futuro. La sua importanza per la Svizzera resta immutata.»