Navigation

Message

Rapporto FINMA Distribuzione di prodotti finanziari 2010: offre una visione generale e una buona base di discussione – accolto con favore il controllo del gestore patrimoniale indipendente – sui provvedimenti di diritto civile proposti che a volte vanno oltre e si basano sull’inappropriata generalizzazione di un’asimmetria informativa tra le banche e i loro clienti.

L’Associazione svizzera dei banchieri (ASB) accoglie con favore il rapporto FINMA Distribuzione di prodotti finanziari poiché rappresenta una visione generale diversa e una base di discussione per le questioni della distribuzione di prodotti finanziari e le fasi pianificate per un controllo sui gestori patrimoniali indipendenti. Il rapporto si basa tuttavia su un’asimmetria informativa generale tra le banche e i clienti priva di una differenziazione.

Il rapporto FINMA Distribuzione di prodotti finanziari offre una diversa visione generale, rappresentando così una buona base di discussione per le questioni della distribuzione di prodotti finanziari. Tuttavia, il rapporto si basa parzialmente su ipotesi che l’ASB  rifiuta fermamente. Ciò vale in particolar modo per la generalizzazione di un’asimmetria informativa tra le banche e i loro clienti, in cui è necessaria una maggiore differenziazione.

Con il rapporto, la FINMA va verso un controllo sui gestori patrimoniali indipendenti e tende così a una normativa basata sul diritto UE approvata dall’ASB. Occorre comunque ancora chiarire se sia necessaria una nuova legge sui servizi finanziari o se siano sufficienti modifiche alla legislazione in vigore. Per la questione del controllo, almeno in una prima fase, dovrebbe bastare una revisione del regolamento della borsa.

Secondo l’ASB le proposte per i provvedimenti di diritto civile, come per esempio il ritorno all’onere della prova e la competenza arbitrale dell’ombudsman delle banche, sarebbero controproducenti. Le misure proposte esulano dall’ambito della vigilanza, basandosi inoltre sull’ipotesi generalizzata e inappropriata dell’esistenza di un’asimmetria informativa tra banche e clienti.

L’ASB respinge tuttavia un’ordinanza provvisoria del Consiglio federale per l’armonizzazione a breve termine delle norme comportamentali per le banche, i commercianti di valori mobiliari, le direzioni di fondi e i gestori patrimoniali LICol già soggetti a vigilanza perché accentuerebbe ancora di più le già esistenti condizioni quadro non eque per quanto riguarda i gestori patrimoniali indipendenti.

L’ASB si esprime a favore di un adattamento proporzionale nei tempi definiti che prenda in considerazione la revisione in corso delle regole di distribuzione per i prodotti finanziari nell’UE e in particolare la legge della MiFID. Inoltre è importante che la nuova normativa faciliti l’accesso al mercato UE da parte delle imprese svizzere. L’ASBsi impegnerà per trovare una buona soluzione insieme alle autorità, alle persone interessate e alle rispettive associazioni.