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Giudizio dell'accordo fiscale siglato tra la Svizzera e la Germania positivo nel suo complesso – Termini del trattato nell'interesse dei clienti – Poste le basi per un riposizionamento della piazza finanziaria svizzera – Salvaguardia della sfera finanziaria privata dei clienti fiscalmente corretti

L'Associazione svizzera dei banchieri (ASB) accoglie con soddisfazione la firma dell'accordo in materia fiscale tra la Svizzera e la Germania. Grazie all'intesa raggiunta tra i due Stati i clienti in Germania potranno gettare un ponte verso la legalità fiscale, salvaguardando al tempo stesso la propria sfera finanziaria privata. L'aliquota fiscale per la regolarizzazione delle posizioni passate ammonta massimale a 34%. L'effettivo onere fiscale a carico della maggior parte dei clienti si aggirerà tra il 20% e il 25% del patrimonio complessivo. L'accordo permette, tra l'altro, alla piazza finanziaria svizzera di attuare la sua strategia e di procedere in futuro all'acquisizione e alla gestione di patrimoni dichiarati. Inoltre in virtù delle disposizioni convenute la Germania riceve, senza sforzi particolari, il substrato fiscale di sua spettanza relativo al passato e al futuro. E come quarto e ultimo punto, l'accesso ai mercati agevolato che ne risulta per entrambe le parti e la decriminalizzazione delle banche e dei loro collaboratori creano un'importante base per la crescita in avvenire nel settore delle operazioni transfrontaliere in Germania.

Appare positivo che nell'accordo siglato la Germania riconosca inequivocabilmente che l'imposta liberatoria rappresenti una soluzione che equivale in modo duraturo allo scambio automatico di informazioni. L'ASB auspica che a questo punto i fautori dello scambio automatico d’informazioni nell'UE mostrino un ideologismo meno rigido riguardo a questa tematica.

Nell’accordo, le banche s’impegnano a corrispondere un pagamento anticipato di CHF 2 miliardi come acconto dopo l’entrata in vigore dell’accordo. Detto acconto può essere computato ai pagamenti una tantum corrisposti dai clienti banchari.

Naturalmente l'accordo fiscale ha un prezzo per le banche. L'implementazione delle misure necessarie da parte delle banche in Svizzera richiederà uno stanziamento nell'ordine delle centinaia di milioni.

Patrick Odier, Presidente dell'ASB, commenta così il trattato: «Il mio giudizio sull'accordo fiscale nel suo complesso è positivo. Costituisce una tappa fondamentale per la piazza finanziaria svizzera. In qualità di banchiere sono grato soprattutto che sia stata offerta ai clienti una soluzione equa per mettere in regola i loro patrimoni. Le banche in Svizzera hanno mantenuto fede, come promesso, al loro dovere di lealtà verso i clienti di lunga data.»

L'ASB si attende ora una rapida approvazione da parte del Consiglio federale e una successiva ratifica del Parlamento senza emendamenti. Solo così potrà essere rispettato il serrato calendario previsto dall'iter dell'accordo fino alla sua entrata in vigore all'inizio del 2013. La Svizzera dovrebbe avviare quanto prima ulteriori trattative con i paesi europei interessati alla questione.

L'ASB ringrazia la delegazione svizzera che ha portato avanti i negoziati per l'impegno infaticabile profuso e formula la speranza che, in tempi brevi, vengano aperti sul tema tavoli di concertazione con altri Stati europei.