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Barometro bancario 2015: più patrimoni in gestione e risultato operativo in crescita nonostante il contesto impegnativo. Per il 2015 atteso un andamento stabile dei livelli occupazionali.

Il settore bancario ha contribuito anche nel 2014 in misura significativa al benessere della Svizzera: in particolare, ha apportato circa il 6% della creazione di valore dell’intera economia elvetica, registrato un utile annuo di CHF 7,4 miliardi, dato occupazione a oltre 104 000 persone (in equivalenti a tempo pieno) e versato tasse sui proventi e sugli utili per complessivi CHF 2,6 miliardi. Di seguito è riportata una panoramica dei principali parametri dell’esercizio 2014:

  • Le banche in Svizzera amministravano a fine 2014 patrimoni per CHF 6656 miliardi, con un incremento di CHF 518 miliardi rispetto al 2013. Questa crescita deriva dall’aumento delle posizioni in titoli, degli impegni nei confronti dei clienti a titolo di risparmio e di investimento e degli investimenti a termine. Le banche hanno inoltre beneficiato di significativi afflussi dai Paesi emergenti e da quelli in fase di transizione dell’Europa. Tali afflussi hanno ampiamente compensato il calo dei patrimoni provenienti da Europa occidentale a seguito degli esborsi per saldare le imposte dovute dai clienti.
  • La componente di patrimoni in gestione di provenienza estera si colloca invariata leggermente al di sopra del 50%. Con una quota di mercato del 26%, il settore bancario svizzero si riconferma leader mondiale nel segmento della gestione patrimoniale transfrontaliera.
  • L’utile annuo aggregato degli istituti proficui è cresciuto del 19,3% a CHF 14,2 miliardi, mentre le perdite degli istituti non redditizi sono contestualmente aumentate del 25,9% a CHF 6,8 miliardi. L’entità degli utili e delle perdite annui è stata influenzata in misura determinante dalle grandi banche e dal segmento degli istituti a controllo estero. Le banche hanno versato imposte per un importo di CHF 2,6 miliardi (36,8% in più rispetto al 2013).
  • L’erogazione di crediti da parte delle banche in Svizzera a favore di aziende e privati non ha subito flessioni. Il volume dei crediti sul mercato nazionale è stato pari a CHF 1072,5 miliardi, con un moderato incremento rispetto all’anno precedente. I crediti ipotecari nazionali sono aumentati del 3,6%, evidenziando pertanto un tasso di crescita inferiore rispetto a quello degli ultimi tre anni. Tale andamento è presumibilmente riconducibile anche ai provvedimenti adottati in ambito ipotecario, tra cui gli adeguamenti apportati all’autodisciplina delle banche.
  • La somma di bilancio delle banche è cresciuta del 6,8% a CHF 3041,7 miliardi, in primis in virtù sia dell’ampliamento delle posizioni estere delle grandi banche, sia della crescita dei crediti ipotecari.
  • A fine 2014 l’organico nazionale delle banche in Svizzera ammontava a 104 053 collaboratori, con una riduzione di 1682 unità (-1,6%) rispetto all’anno precedente. Questo andamento è espressione dell’inasprimento delle condizioni quadro economiche e normative per le banche. Il tasso di disoccupazione nel settore bancario svizzero è risultato pari in media al 2,5%, ovvero nettamente al di sotto del livello dell’economia complessiva (3,2%). Secondo quanto emerge da un sondaggio condotto dall’ASB, per la seconda metà del 2015 le banche si attendono un andamento costante o leggermente positivo dei livelli occupazionali.

Le sfide favoriscono il cambiamento strutturale

Il 2014 ha chiamato le banche in Svizzera ad affrontare numerose sfide, con ripercussioni dirette sul versante dei costi e dei margini. Questa situazione di partenza, in combinazione con i rapidi sviluppi nel campo della digitalizzazione, dovrebbe tradursi in un ulteriore cambiamento strutturale e in un consolidamento nel settore bancario. Mentre a fine 2013 operavano in Svizzera 283 istituti bancari, a fine 2014 il loro numero era di 275 unità, pari dunque a un calo di otto istituti.

La decisione con cui a gennaio 2015 la Banca nazionale svizzera (BNS) ha decretato l’abrogazione del cambio minimo EUR/CHF e l’introduzione dei tassi d’interesse negativi sugli averi di giro pesa in modo particolarmente gravoso sulle banche attive in Svizzera. Da un lato, in quanto settore affine all’export, gli istituti bancari sono colpiti in modo diretto dalla forza del franco svizzero; dall’altro lato, i tassi d’interesse negativi si ripercuotono sfavorevolmente sulle attività operative, soprattutto per le banche orientate al mercato interno.

Rafforzamento del mercato dei capitali svizzero grazie al miglioramento delle condizioni quadro

Un rapporto equilibrato tra finanziamenti sul mercato dei capitali e finanziamenti creditizi risulta vantaggioso al fine di poter garantire alle aziende un sufficiente livello dei mezzi finanziari in ogni fase del ciclo congiunturale. In Svizzera è tradizionalmente predominante il finanziamento creditizio – soprattutto per quanto concerne le piccole e medie imprese; i finanziamenti mediante capitale di terzi sul mercato dei capitali (ad es. attraverso emissioni) costituiscono invece piuttosto un’eccezione. Il mercato dei capitali nazionale ha espresso un andamento meno dinamico rispetto allo scenario internazionale a seguito delle condizioni quadro poco favorevoli, soprattutto per i debitori esteri. Al fine di stimolare le attività operative è quindi necessario puntare sui seguenti aspetti: l’abrogazione dell’imposta preventiva e della tassa di emissione, l’introduzione del principio dell’agente pagatore nonché soluzioni sostenibili per i cosiddetti CoCo Bond (Contingent Convertible Bond). Un ulteriore provvedimento finalizzato ad accrescere l’attrattività del mercato dei capitali elvetico è costituito dalla creazione di un hub per la negoziazione della moneta cinese renminbi, che grazie all’assiduo impegno profuso dall’ASB risulta peraltro a buon punto.

Comunicazione ai media

Il Barometro bancario, pubblicato con cadenza annuale dall’Associazione svizzera dei banchieri (ASB), comprende una sintesi dei principali parametri e sviluppi della piazza bancaria elvetica. Questo documento si basa sulle cifre della BNS e sugli elementi tratti da sondaggi condotti direttamente presso gli istituti membri. Lo studio viene presentato al pubblico in data odierna alle ore 9.30 a Zurigo.

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